Se “il vento si alza” …

L’inclusività universale per come la vedono i Tetrabondi

Una bambina che fa skate in carrozzina in una giornata dei Tetrabondi

Quando immaginiamo l’inclusività universale, per come i Tetrabondi la stanno costruendo, ci appaiono nella testa voci e corpi mescolati, strade che si intersecano in un concetto di permeabilità di spazi e bisogni, desideri e sogni che non può essere fermata, e non può trovare alcuna barriera, sociale o architettonica che sia.

Quando pensiamo all’inclusività universale pensiamo a generazioni che si mescolano, a competenze che si mettono a disposizione, alla tenacia di una società che si costruisce senza lasciare indietro nessuno.

E allora chiediamo ad ognuno di voi di costruirla con noi, di sostenere i progetti dei Tetrabondi che non sono per i bambini con paralisi cerebrale, non sono per persone con disabilità più o meno complessa, ma sono di tutti e tutte.

Di chi crede nella collettività,
nella trasformazione in nome della fine della segregazione e dell’istituzionalizzazione,
dell’emarginazione e del rifiuto del diverso.

È iniziato un lungo anno di incontri, eventi, appuntamenti e giornate da trascorrere insieme,
dove cospirare, disegnare, colorare, costruire
un mondo che sia di tutti, che ci lasci il diritto di fare sogni grandissimi, che ci lasci il diritto di immaginarli realizzati

È una lunga strada, quella che l’esercito sbilenco dei Tetrabondi vuole percorrere: non si farà un passo indietro, nemmeno uno.
A cominciare da Parco Schuster, il parco inclusivo universale di cui ORA devono darci risposte.

Il mondo è di tutti,
Le monde est à nous, “il faut tenter de vivre”!! 🔥