Sperimentare fino ad afferrare (“mi prendo”) sé stessi attraverso il gioco, senza la paura di attraversare i confini identitari imposti, è un istinto naturale per lǝ bambinǝ: è un processo di scoperta e di autodeterminazione, in continua evoluzione, guidato esclusivamente dall’amore. Il gioco mostra ciò che la paura nega: che ogni Sé è una costellazione, ognuno a modo suo, ogni parte emana luce e disegna una forma, e che insieme si è universo. Tecnica mista su carta, formato A4.