L’uroboro è un simbolo universale che ha accomunato la civiltà egizia greca, romana, indigena, indiana e poi anche quella occidentale contemporanea. Apparentemente statico ma in eterno movimento, se in passato simboleggiava la ciclicità , l’eternità e il cosmo, oggi invece il serpente che mangia sé stesso è stato assunto dalla psicologia analitica come archetipo del processo di sviluppo della personalità e dell’interconnessione tra il conscio e l’inconscio. Nell’atto dell’uroboro che esce dal cerchio infinito c’è la ribellione e la lotta di chi combatte contro ciò che sembra destinato a ripetersi all’infinito, la fame di crescere, di rompere gli schemi e cambiare pelle. Misure: 50×50 acrilico su tela + specchio 22x22cm